Sogni di carta

  • Sogni di carta

    The crucial gap between imaginary, symbolic and real is the playground of the dream. A paper dream is not merely on paper: the material, strictly connected to the passage to reality, is insufficient to identify the characteristics of the imaginary and the symbolic that, in this case, include fragility, delicacy and liberty of the oneiric representation. The common thread of these works is the descent into one self’s labyrinth as a psychological representation. The cat and the man are inseparably linked to each other like the kite to the child as different images of the same self. The feline is the guide, comprehensible in a Jungian psychological context like the tame shadow: the necessary compromise with the most dark side of our being, the impulsive and instinctive which take people to action, from inventiveness to crime and from love to hate. The symbolism of the cat is given as a double metaphor playing with alternation and contradiction: his fame of being a lonely and opportunistic animal and his friendly character emerge, alternatively, from his instinct in relation to the distance with his observer.

    Another fundamental aspect of the dream is its representation as a wish, that is the awareness of something missing. In all these works the relationship with one’s own shadow appears as unique. All other excluded relationships materialize the emptiness that accompanies every human being. The imaginary level in this case is loneliness as melancholy rather than loneliness as a fact, the peculiarity of the man and his fall “outside the world”.

    Sergio Stopponi ~ Childhood Friend

    Lo scarto cruciale tra immaginario, simbolico e reale è il campo da gioco del sogno. Un sogno di carta non è semplicemente su carta; la materia strettamente legata al passaggio al piano reale non basta ad identificare le caratteristiche del simbolico e dell'immaginario, che comprendono in questo caso l'inconsistenza, la delicatezza e la libertà della rappresentazione onirica. Il filo conduttore delle opere è la discesa nel labirinto del sé, come rappresentazione psicologica. Il gatto e l'uomo sono inscindibilmente legati come l'aquilone al bambino perché immagini diverse dello stesso sé, in cui il felino è la guida, interpretabile in un contesto psicologico junghiano, come l'Ombra addomesticata: il compromesso necessario con la parte più cupa del nostro essere, quella impulsiva e istintiva che spinge l'uomo all'azione, dalla creatività al crimine, dall'amore all'odio. Il simbolismo del gatto si offre alla lettura come doppia metafora in un gioco di alternanza e contraddizione; la sua fama popolare di animale opportunista, solitario e il suo carattere amichevole si vedono emergere, a fasi alterne, dal suo istinto, in relazione alla distanza con l'osservatore.

    L'altro aspetto fondante del sogno è la sua rappresentazione come desiderio, cioè formalizzazione di una mancanza. In tutte le opere appare, come unico, il legame con la propria Ombra. Tutti gli altri rapporti esclusi concretizzano il vuoto che accompagna ogni essere umano. Il piano immaginario in questo caso non è tanto la solitudine-fatto quanto la solitudine-malinconia, la particolarità dell'uomo e della sua caduta "al di fuori del mondo".

    Sergio Stopponi ~ Amico d'infanzia

Sogni di carta ultima modifica: 2015-09-10T13:49:15+00:00 da Mauro Falcioni