Carosello

Con queste tre opere presentate per la prima volta qui, alla Galleria Ferretti di Macerata, Mauro Falcioni continua il percorso espositivo avviato la scorsa estate con la fortunatissima mostra organizzata dalla Pro Loco Felix Civitas Lauretana, presso il Bastione Sangallo di Loreto e proseguito in autunno, presso la Biblioteca Comunale “Libero Bigiaretti” di Matelica, la sua città. Continua pertanto l’incanto dei “Sogni di carta”, opere straordinarie dal punto di vista grafico, nelle quali il giovane artista esprime con una sapientissima perizia artigianale oltreché creativa, un pensiero alto, profondo, a volte malinconico: la trasposizione di visioni introspettive di dichiarata derivazione junghiana, come egli stesso ha spiegato più volte negli incontri con il pubblico.

Nel “Carosello” la giostra infantile viene raffigurata nel suo uso più ancestrale, la piattaforma ruotante spinta dal movimento di veri animali, sulle cui selle sedevano i bambini, per farli giocare: gli animali di Mauro non possono che essere i gatti, le Ombre di Jung, la nostra parte più legata agli istinti. Qui i suoi gatti, sempre felicemente colti nelle espressioni che più amiamo del più delizioso fra gli animali domestici, guardano alla luna e alle stelle. Sopra uno di questi felini c’è anche un ragazzo, che si lascia trasportare in questo viaggio ciclico della vita, che porta gioie e dolori, ma ruota sempre intorno al desiderio, il centro della giostra. Come spiega l’artista, l’opera è stata concepita durante le varie fasi di una relazione che da perfetta e solare com’era, si è rivelata deludente, cosicché i colori solari e teneri hanno lasciato il posto a colori notturni e ad un’ambientazione più cupa. Tuttavia non possiamo non notare che questi colori scuri rendono più visibili proprio la luna e le stelle e, come spiega ancora Mauro, ad essi guardano i gatti; le stelle in particolare rappresentano la speranza, il sentimento che non viene negato agli uomini neanche quando dal vaso di Pandora escono tutti i mali e le sofferenze, lasciandovi all’interno soltanto questo sentimento consolatorio, la speranza, appunto. Se la sua giostra della vita ha infatti alla base i numeri 3 (i dadi sul tendone) e 7 (la somma dei numeri ivi raffigurati) , siamo lieti di scoprire che ha scelto il numero “perfetto” e il sette, perché sette sono le lettere del nome di Lachesi, colei fra le Moire che tesseva le trame della vita, non colei che le dava inizio (Cloto) o che la interrompeva (Atropo).

In “E’ solo controllo” viene rievocata una partita a scacchi con un automa, un’immagine tratta dall’invenzione settecentesca del “Turco”: un automa, appunto, in grado di giocare una partita a scacchi con un essere umano, grazie ad un ingranaggio manovrato da un uomo nascosto nella cassa su cui poggiava la scacchiera. Nell’opera di Mauro dalla cassa esce l’Ombra, a simboleggiare la partita che si gioca con se stessi quando si pratica introspezione e ci si trova davanti al proprio io, col quale, prima o poi, tutti dobbiamo fare i conti. Come Antonius, ne “Il Settimo sigillo” di Ingmar Bergman, sfidando a scacchi la Morte ritarda il momento della sua morte corporale e vince su quella spirituale ritrovando la fede, così noi ponendoci davanti a noi stessi, possiamo vincere sul nostro io, sul nostro “Turco”.

Infine, in “C’era una volta…” l’artista si rappresenta nell’attività che più lo ha impegnato negli ultimi mesi: raccontarsi, raccontare le storie della sua vita attraverso i “Sogni di carta”. Non si può non notare nella superficie curva del suolo e nel tronco d’albero su cui siede l’esile figura umana, un’eco del “Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry: la “piccola creatura” che, tornata sul suo pianeta, “certamente mette il suo fiore tutte le notti sotto la sua campana di vetro, e sorveglia bene la sua pecora”. E’ bello che Mauro abbia accolto nel suo piccolo pianeta le nostre Ombre e ci permetta di ascoltarlo incantati mentre ci racconta il libro della sua vita, sotto un cielo di stelle; come nel “Carosello” le stelle aprono la via ad altri “Sogni”, quelli che l’artista evidentemente continua a coltivare, non solo di carta…

Margherita Gallo

Carosello ultima modifica: 2015-09-21T00:00:04+00:00 da Mauro Falcioni
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